martedì 6 settembre 2016

Il  compleanno della multinazionale


ARTICOLO PUBBLICATO SU LA GRANDE LUCANIA  business   LUGLIO 2016 





Un intenso e completo battage pubblicitario ha interessato la “celebrazione” del cinquantenario di una delle più note marche di detersivi Italiane. Siamo così venuti a conoscenza che anche le multinazionali festeggiano l’anniversario,  e non con una festicciola qualunque,  ma in pompa magna, e con apparizioni mediatiche reiterate, soprattutto televisive. La nota ditta di detersivi in questione si è affermata sul mercato da mezzo secolo e “grazie” ad essa - come viene confermata dagli slogan inneggianti -  viene confermata la sua “benemerita” azione nei confronti dell'umanità, che fino a quel momento si era dovuta accontentare di un pulito e di un bianco  - di asciugamani, tovaglie, calzini e  camicie -  “imperfetto”. Meno male che una volta arrivato il Detersivo Miracoloso, tutto ciò sia cambiato,  ed ogni casalinga abbia potuto iniziare la Gara del “bianco che più bianco non si può”,  mostrando al mondo intero (o almeno al condominio)  quanto splendenti, addirittura abbaglianti,  potessero essere le sue lenzuola, federe e mutande: altro che quelle della vicina!  

La lobotomia della mente

Peccato che al contempo – “grazie” alla multinazionale e alle sue consorelle, “grazie” ai tremendi componenti chimici presenti nei detergenti, “grazie” alla loro spinta pubblicizzazione come mezzo di liberazione della donna dalla fatica del bucato, che ne permetteva e favoriva l’utilizzo sfrenato; “grazie” all'ignoranza indotta del danno che essi  procuravano giorno dopo giorno, anno dopo anno -  si sia compiuto in quel mezzo secolo l'inquinamento di ogni fiume, torrente,  mare, ruscello e lago del mondo... L'influsso di questi veleni nella distruzione dell’ambiente è pari solo al condizionamento pubblicitario a senso unico operato sulle menti degli “ignari “ consumatori,e  delle donne in particolare,  dato che ad esse è stato delegato il ruolo di “lavandaie” della famiglia.


Scaffali  traboccanti

Un condizionamento mediatico tanto grande e diffuso da non cessare nemmeno quando il danno è stato rivelato e si sono conosciute le sostanze chimiche presenti nei prodotti, la loro pericolosità e le conseguenze dell’inquinamento anche sulla nostra salute, ovviamente:  ma “forse” ancora non è che tutto chiaro che ciò che facciamo alla Terra ha dirette conseguenze su tutti gli esseri, e quindi su di noi, ingrati abitatori del Pianeta ... Tuttora gli scaffali sono colmi di detersivi per tutti gli usi, e si continua ad usarli ad oltranza, senza neanche immaginare che il rischio  non si trovi tanto  nei famigerati "germi" contro cui  viene  scatenata una  serrata lotta quotidiana, ma paradossalmente proprio nei  "profumati" e letali detergenti, infestàti tra l’altro dagli Ftalati, e a cominciare dai loro stessi contenitori. E i più esposti  sono proprio i bambini che si pretende di proteggere: ne scrissi diffusamente sul  mensile (agosto 2015) nell’articolo  La paperella assassina, consultabile sul mio blog.


Semplici alternative

Resta salvo il ripiego delle consumatrici e dei consumatori più consapevoli su prodotti meno deleteri, sebbene industriali ... Già questo è positivo, ma la maggior parte della gente, accecata dall’abitudine, non immagina neanche quanti prodotti semplicissimi ed assolutamente  naturali possano essere utilizzati con grande vantaggio - anche del portafoglio -  al posto di quelli  venefici e per giunta costosi! Una lista non esaustiva comprende il formidabile bicarbonato di sodio, il sapone tipo Marsiglia, l’aceto di vino bianco, la cenere di legna che veniva usata per il bucato e che fa brillare l’acciaio e il vetro, l’acqua di cottura della pasta, del riso, delle patate etc. etc.  Tutte cose su cui gli accaniti abitués del chimico sghignazzano, invece - guarda un po’-  funzionano benissimo. Siamo forse dei masochisti? O davvero pensiamo che i nostri nonni  e nonne non si lavassero e non conoscessero tutti i rimedi per smacchiare  e  pulire alla perfezione gli oggetti, anche quelle  preziosi? Alla fine, ci sono cose del passato che  possiamo recuperare, in questo e altri ambiti,  per evitare  altri guai al pianeta e a noi stessi. Se no, a che serve l’intelligenza di cui siamo stati dotati? In alternativa, chiediamo con fermezza - sospendendone  l’uso  fino al raggiungimento dello scopo -  che le ditte si diano da fare per eliminare tutte le sostanze dannose, ma proprio tutte! È una maniera molto potente di agire,  da parte del consumatore, l’unica che viene “ascoltata” dalle ditte  produttrici, e ad essa dobbiamo i tanti cambiamenti migliorativi che si sono finora concretizzati …


Lentezza della mente

La velocizzazione estrema della vita è solo una delle cause della nostra  colpevole disattenzione,   ma i ritmi sostenuti  sono non a caso in relazione con una  indotta “lentezza” della mente umana nel mettere in relazione  le cause con gli effetti: altrimenti capiremmo in un lampo che cosa determina il deterioramento dell’ambiente e provoca la nostre malattie, da quelle più gravi, ai problemi della pelle, asme, allergie etc. Non possiamo non pensare di non essere corresponsabili, perché basta moltiplicare le conseguenze dell’azione personale per migliaia, milioni, miliardi di persone al giorno e allora tutto ci apparirà più chiaro ... E questo naturalmente vale per tutte le nostre azioni, che dovrebbero essere virtuose, ma purtroppo ancora non lo sono. Occorre sicuramente e in fretta cercare soluzioni,  che non vedano la Terra come un oggetto da dominare e sfruttare e noi, inconsapevoli quanto tragicamente autodistruttivi   sfruttatori.

Teri Volini, artista biofila 

Luglio 2016


lunedì 5 settembre 2016


Teri Volini, artista biofila
Opera dipinta su pannello e donata alla città di Potenza

Titolo: I CICLI DELLA VITA.  L’ETERNA RINASCITA




Esposizione su viale Dante a Pz 


 Dipinto estemporaneo in Installazione cm.90x110 ca 



           

La triade coloristica nero-bianco-rosso è alla base dell’opera L’ETERNA RINASCITA
dipinta su pannello e donata alla città di Potenza

Questi sono infatti i colori che – su fondo nero-  compongono  
i  tre dischi  di eguale dimensione  alla base del dipinto

Essi presentificano,  nella scansione del nero, del bianco e del rosso, l’Eterno divenire, il ciclico ritorno della vita, la periodicità su cui si basa sopravvivenza dell’umanità e di tutti gli esseri e i sistemi viventi, nella universale corrispondenza del micro e del macrocosmo.

NERO - Al di là delle attribuzioni coloristiche convenzionali, il nero qui  simboleggia la morte non in senso letterale di fine assoluta, bensì come pausa, attesa  silente della rinascita …

Il tutto qui ed ora, riferito al corpo fisico, alla terra e all’universo: difatti è all'interno del buio grembo che si forma e cresce il Seme da cui si svilupperà un nuovo essere vivente, ed è nero il fertile terreno, nelle cui scure viscere il seme vegetale riposa, per germogliare in primavera …


BIANCO - Il bianco  porta il movimento,  la pienezza, l’espansione: l’Uovo femminile si offre, esponendosi all’amoroso assalto degli spermatozoi, qui ordinati in una raggiera splendente

Uno solo di essi sopravviverà, attratto nell’uovo: di qui la tensione estrema di questa schematica radianza, che rappresenta la drammatica istantanea di quell’attimo sospeso tra possibilità di vita e caduta di quella possibilità … 
Sarà l’Uovo a decidere energeticamente  quale fra gli spermatozoi far entrare: solo quello consone,  solo quello con il potenziale  pronucleare esattamente corrispondente al pronucleo femminile…

ROSSO - Ma non sempre questo accade: ed è allora la fase del rosso, al cui potere energetico vitale universale si aggiunge quello umano femminile mestruale: perdita momentanea di una possibilità, ma anche segno visibile della speranza di vita nella rigenerazione ciclica.
Questo sangue - che con il suo apparire ciclicamente  mette in connessione inequivocabile la donna con la luna e il cosmo- è tabù nel senso originario del termine , equivalente a sacro, importante,: ed è l’unico sangue etico, in quanto non proveniente da ferita o uccisione: presso gli umani, infatti, sgorga naturalmente dal corpo della donna, co-creatrice e contenitrice dell’unico,  effettivo Seme della vita.

Teri Volini, artista biofila 

mercoledì 15 giugno 2016

LA RESISTENZA DI MAXIMA- articolo pubblicato da La Grande Lucania Bus - maggio – giugno 2016



La resistenza di Máxima: una grande lezione per gli indifferenti


Sulle Ande peruviane, nella regione di Cajamarca, a oltre 4.000 metri, vive Máxima Acuña de Chaupe, una piccola grande donna senza paura: Ricca solo della sua dignità, è stata in grado di opporsi ad una potente multinazionale, che pretendeva la cessione dei 25 ettari di terreno di proprietà della sua famiglia, utili al progetto estrattivo, per le distruttive escavazioni di una miniera d’oro e di rame a cielo aperto. Le conseguenze sull’ecosistema andino erano molto gravi: la simpatica escavazione avrebbe presto sostituito cinque laghi sorgivi e si può facilmente immaginare quanto pesante sarebbe stato il danno ambientale, faunistico e quello per l’agricoltura e per le popolazioni locali.

Dov’è finito il senso critico?

La resistenza di Máxima – e la sua vittoria - è stata – e continua ad essere – ricca di implicazioni molto estese, e ci chiediamo come ha potuto una piccola donna peruviana - per giunta analfabeta - riuscire a vincere contro una potente multinazionale, quando noi troviamo difficoltà persino a capire dove sta il dannoquando entrano in campo queste forze distruttive sui territori da noi abitati. Proviamo a capirlo. Noi cittadini di un occidente acculturato - nonostante la scolarizzazione,i libri, i giornali, i diplomi, le lauree, e la tv,i computer, i tablet, i cellulari etc , che offrono una possibilità d’informazione quasi illimitata e in tempo reale, siamo in realtà ridotti a puri contenitori – direi vittime – di una mole enorme di dati, tra i quali però non riusciamo più ad operare scelte di priorità, fondate sulla salvaguardia nostra e dell’ambiente in cui viviamo.  d’altra parte come dimenticare che tutta la nostra vantata cultura , è in realtà modellata a senso unico, essendo basata ossessivamente sulla “crescita” ad oltranza e sul vantato“progresso”. In realtà abbiamo smarrito la Cosa Fondamentale: la connessione con il pianeta che abitiamo da ospiti ingrati, fino al punto di non vedere le pesanti conseguenze su di noi e sulle future generazioni di un simile atteggiamento, cieco e sconsiderato.

Noi, analfabeti della natura

Siamo dunque degli Analfabeti della natura, dal momento che ignoriamo o minimizziamo ciò che è primario per noi, dimentichiamo ciò che è insostituibile perla salvaguardia della terra e quindi per la vita nostra e delle future generazioni. Questa priorità è stata invece chiarissima per la “piccola” donna peruviana, che è riuscita- da novello Davide- a sconfiggere il Golia delle miniere auree, il Mostro che voleva distruggere il suo paese e rovinare in primis la risorsa fondamentale per la sopravvivenza l'agricoltura: l'acqua! Ma da dove ha preso questo coraggio, ci chiediamo? Semplice: Maxima si è avvalsa del suo profondo legame con la terra, diventando ambasciatrice e portatrice del Valore Femminile Originario, quello che “sente” qual è la Cosa Giusta da fare, che incarna la cura e la protezione della vita e dell'ambiente in cui si vive. Maxima, “analfabeta” secondo i nostri parametri, ha compreso il Danno irreparabile che stava per abbattersi su di lei e sulla popolazione andina;ha pre-visto la distruzione che sarebbe intervenuta, e NON ha abbassato il capo ma lottato senza demordere un solo istante, fino a riuscire nell’impresa: un’autentica leonessa!


Limpidezza di pensiero

Maxima in definitiva ci ricorda - ove l’ “avessimo” dimenticato – che sono le risorse naturali a darci la possibilità di vivere: l'aria l'acqua i frutti della terra, e che lo sfruttamento della terra ha un limite, e quel lite è stato da tempo superato! Quale limpidezza di pensiero, in questa piccola, grande donna, che riesce ad andare oltre le minacce e oltre le illusorie promesse che hanno attecchito, ad esempio nei nostri territori d’origine, in Basilicata, dove - con il miraggio del cosiddetto oro nero – e lo è certamente, ma solo per i petrolieri e i politici corrotti -si è intrufolato subdolamente - e non da oggi - invadendo, colonizzando e devastandol’habitat, invalidandone anche le capacità produttive agricole, che non erano da poco.

La corruzione della mente 

D’altra parte, quando accade che i cittadini,dapprima senza neanche sapere cosa succede sul posto in cui vivono, poi per denaro e in cambio di menzognere affermazioni sulla sicurezza dell’affaire, accettino supinamente la distruzione dei luoghi, ipotecando la loro stessa salute insieme al respiro della terra; quando, coltivando accuratamente la loro non conoscenza del Danno, rifiutano di “vederne l’entità,e addirittura  “chiedono” quel Danno come fonte di guadagno – ciò che in quel momento sembra fornire loro dei vantaggi – non si rendendosi conto di “tutto “ il resto - come un registro tumori sempre più allarmante-allora forse è il caso di guardare all’altezza morale, maxima direi, di questa donna che ha combattuto e vinto la sua battaglia per il diritto alla vita e il rispetto della terra.


E se seguissimo l’esempio di Maxima?

A Maxima è stato attribuito il premio Goldman 2016, il “Nobel per l’ambiente”,il più alto riconoscimento per coloro che nel mondo si battono in difesa dell’ecosistema, per giunta ad alto rischio per la propria vita, e non ci resta che prendere esempio da lei, ritornando per prima cosa a ricollegarci con la natura, riascoltandone le esigenze, che - guarda caso - coincidono- con le nostre, quelle essenziali. Forse allora, uscendo dall’allucinazione consumistica a oltranza in cui ci siamo invischiati, capiremo quante delle cose che ci affanniamo a possedere e a usare, sono in realtà non solo inutili, ma dannose, e faremo delle scelte più sagge. Maxima merita per intero la nostra ammirazione e il nostro rispetto, come essere umano evoluto e come cittadina del mondo

Teri Volini, artista biofila






lunedì 23 maggio 2016

Onorare la Vita – Onorare la Morte - Un poemetto di Teri Volini in onore di Falcone e Borsellino.











Un omaggio all'eroismo silente di uomini (e donne) nei tempi 


Onorare la Vita – Onorare la Morte


I

Sulla costa occidentale dell'antica Trinacria
lungo la baia di Guidaloca

in un soleggiato pomeriggio di prima estate
sugli scisti taglienti c’inerpicammo

per raccogliere le cime piumate dell’elicriso
sature di sole. All’ombra di un arco naturale

formato da alti pini 
dominanti lo scosceso sperone

ne facemmo – insieme a Trixi –
ritorte corone

con fili d'erba  fiordalisi color del cielo
e margherite selvatiche



II


Dall'alto del promontorio biancorosato
le offrimmo poi alle onde irrequiete
del mare spumeggiante

per onorare  l'Eterno Movimento
la Bellezza  e la Sacralità
dell'Esistente

Altre due ancora ne andammo intrecciando
con delicati papaveri dal cuore d’ebano

ranuncoli ibiscus e anemoni rossi
un ciuffo di velenosi oleandri
dello stesso colore

fiori della passione e una carnosa euforbia
dalle temibili spine



III

Verso Palermo le portammo con noi
la prima posando nei pressi di Capaci

sull'autostrada dell’infamia e del tritolo
che voleva ridurre uomini troppo alti

La seconda deponemmo
sul gradino più basso di una torre antica

da allora insanguinata
nella fortezza medievale di Carini

in ricordo di Laura
la Baronessa uccisa per onore

e di tutte le donne oltraggiate
dagli infami uomini-Orco.



Dalla raccolta Universi -2015

lunedì 11 aprile 2016

articolo per il SI- referendum 17 aprile - pubblicazione su La Grande Lucania aprile 2016

per contribuire alle ragioni del  SI   - referendum  17 aprile -  anche l'art pubblicato su  La Grande Lucania in libera distribuzione aprile 2016



vedi anche 
29 marzo 2016
IO MI FACCIO IN QUATTRO PER UN SÌ
Pubblicazione articolo su Comune-info.net (Roma)



e per lettura integrale: su blog  dal 3  marzo IO MI FACCIO IN 4 PER LA NATURA, E TU?


giovedì 24 marzo 2016

Un paese quasi perfetto - riflessioni sul film





Appena  distribuito  nelle sale italiane,    il film “Un paese quasi perfetto"  mi offre la possibilità di condividere alcune riflessioni attinenti  il territorio,  l’attaccamento alla  terra d’origine e la qualità del vivere,  alla luce del fallimento ormai sempre più evidente di un modello di industrializzazione  selvaggia, che tanto ci  ha allontanato dalla natura e da una reale autenticità nei  rapporti …






Una delle scene a mio avviso - anche esteticamente -  più emblematiche: l'arrivo del  CEM (Chirurgo Estetico Milanese), catapultato suo malgrado nel Far -  Sud ,  in cravatta,   con mise trendy,  ultra - mode- bici,   e scarpe bianche; dietro,  quella bellissima mucca  pur essa bianca, sempiterna ....






Pietramezzana


Protagonisti  della  commedia - regia di Massimo Gaudioso (già sceneggiatore del celebre  Gomorra),  i noti attori Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone ,   con Fabio Volo e  Miriam Leone, con la viva partecipazione degli abitanti di due borghi  “simbolo” delle Piccole Dolomiti Lucane,  Castelmezzano e Pietrapertosa, presenti nel titolo come un sol luogo, nella  forma unificata di Pietramezzana,  una piccola comunità di montagna di 120 abitanti  che rischia di sparire a causa dello spopolamento per  mancanza di lavoro.


Non tagliare le radici

Nel film, i  pochi abitanti rimasti, rappresentati come ex - minatori, vivono con una cassa integrazione che rischia di trasformarsi in disoccupazione permanente. Tuttavia gli i abitanti non si arrendono alla prospettiva  e – grazie alla determinazione del loro sindaco Domenico (Silvio Orlando)   le pensano tutte, ma proprio tutte, per attivare  un  progetto (la nascita di una  fabbrica), che però prevede un certo numero di residenti e - per cominciare -  la presenza di un medico in paese...
 Il caso fa sì che,  tra i dottori ricercati a tal fine, si venga a trovare un  rampante chirurgo estetico Gianluca Terragni (Fabio Volo), milanese, e per non fargli sentire la mancanza del wi-fi, del sushi o della musica jazz, s’inventano di tutto,  perfino la creazione dal nulla di una squadra di cricket  tra i picchi rocciosi! ... Le altre trovate sono indicibili, vanno solo viste!…

La comicità è affidata a tre noti comici italiani e alla comparse che rappresentano  una comunità disposta a tutto per riuscire nello scopo, ma  che alla fine ritorna cosciente dell’importanza dell’onestà e  sincerità nei rapporti,  in questo sostenuti dall’atteggiamento severo della barista (Miriam Leone), da subito contraria all’inganno” perpetrato perché il medico resti…



Una delle scene più esilaranti, giocate sulla necessità dei tre di  fare buon viso a cattivo gioco: nel senso letterale del termine, dal momento che  devono fingere passione per la partita di cricket - gioco amato dal medico -  mentre in contemporanea gioca la squadra del cuore: cosa ci può essere di più tragico ed eroico per tre tifosi italiani (e non solo)?


Un’ importante inversione di tendenza

Bello e significativo, il desiderio  - espresso nella commedia  dall’impegno,  fin troppo spinto,  del sindaco e degli abitanti -  di  non abbandonare i luoghi d’origine, di  cercare a tutti i costi una soluzione, anche paradossale , che comunque  alla fine trova una sua strada , anche nel parossismo della vicenda e nell’inevitabile forma parodistica ..
L’inversione di tendenza può fare miracoli,  e trasformare  -  si spera senza danni consumistici-  una realtà che in molti paesini della Basilicata e del Sud  è manifesta da tempo con l’evidenza dell’abbandono, del trasferimento in città o al nord,   soprattutto delle giovani generazioni, con conseguenze disastrose.


    

Silvio Orlando, un attore che apprezzo, e che non si vergogna delle sue "rughe"


Esemplarità

Ed è significativo che tale “esempio” parta proprio da due dei borghi lucani  che -   grazie all’impegno delle amministrazioni  -  hanno già fornito buone opportunità  per la conoscenza degli stessi  e di conseguenza   una ripresa significativa,  grazie al potenziamento delle doti naturali  - già di per sé eccezionali -delle Piccole Dolomiti ,   con l’offerta di una variegata scelta  di strumenti per  usufruire della  particolarità e bellezza del territorio (Volo dell’angelo, strada ferrata per l’arrampicata e la scoperta di luoghi e prospettive paesaggistiche altrimenti non visibili, percorsi naturalistici  e di trekking   o semplici passeggiate...






Sono proprio l’integrità del territorio e il rispetto della sua bellezza -  sottolineata da iniziative creative -   a rendere  i luoghi degni non solo di essere ri-abitati,  ma ri- visitati da un turismo di qualità; 
 in cui sia fondante l’ospitalità  degli abitanti,  grazie alla quale  si torni a riconoscere  l’importanza  e la dignità di modi e ritmi di vita diversi, più umani,  cui i residenti per  primi si ripropongono di aderire, come nel film viene alla fine indicato, senza  bisogno di  “ fingere”  ma mostrandosi nella migliore  forma e autenticità …

Teri Volini




Di seguito alcuni trailers dal film






foto paesaggi : Teri Volini 


lunedì 14 marzo 2016

LA PUNGENTE PALADINA DELLA LOTTA PER L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE-- Condivisione testo integrale 'articolo pubblicato da La Grande Lucania Bus. il 29 febbraio 16


Condivisione del testo integrale
dell'articolo pubblicato da La Grande Lucania Bus.  il 29 febbraio, 

su richiesta di quanti non sono riusciti a prendere il mensile: ricordate che viene distribuito ogni fine mese!  





LA  PUNGENTE PALADINA DELLA LOTTA PER L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Mi aveva molto colpito la notizia incredibile del divieto della produzione  vendita e persino pubblicizzazione  -  in Francia -   di un prodotto  tradizionalmente  usato   in agricoltura  fin dai tempi più antichi: il  macerato di ortica. Una multa di 75.000 euro era comminata a quanti infrangevano la prescrizione.
In definitiva, si consente a  pubblicizzare, produrre e vendere tutti i tipi di  chimici altamente tossici - concimi, diserbanti,  insetticidi etc.,  di cui  persino il contenitore non può essere riciclato per la sua pericolosità , mentre viene vietato il semplice quanto efficace  rimedio naturale.
Cosa dire dinnanzi al surreale  paradosso e alla chiara malafede di una direttiva che va spudoratamente a favore dei prodotti chimici delle multinazionali, responsabili dell’avvelenamento della terra, a livello locale  e planetario ?
 Una razionalità perversa e impregnata di burocrazia  - segnata da vili tornaconti - reclama  una certezza scientifica  - dimostrare che l’ortica non è dannosa! -  quando anche al più profano ne appaiono scontati i benefici. Ma il tecnico addetto ai  permessi vuole farla sparire! In realtà ciò che si vuol eliminare è la natura, e l’ufficiale-robot, guardiano della  “cultura”  dominante,  decreta la cancellazione  di ciò che non  conviene a un sistema lobbistico.

Il problema è la nostra ignoranza 

D’altronde è stata questa la tendenza dominante  negli ultimi sessant’anni, quelli del cosiddetto boom  economico, che  oggi ci appare in tutte le sue contraddizioni,  alla luce delle rovinose conseguenze  che ci hanno  portato alla soglia del dissesto da tanti  punti di vista, soprattutto della salute del territorio  e nostra.  

In poco più di mezzo secolo ci siamo talmente distaccati dalla natura, da riuscire a  concepire solo ciò che creiamo noi stessi, anche se è dannoso, anzi dannosissimo!

 In nome di un molto frainteso progresso, arriviamo a non riconoscere e a vietare le soluzioni organiche,  persino  quelle confermate dalla saggezza popolare
. Succede lo stesso con la medicina naturale, le erbe, etc..

Coccinelle,  Desmodium e Phytoseiulus.

 
Per fortuna oggi si parla sempre più di ecosostenibilità; la nuova attenzione porta a capire che i chimici possono essere sostituiti dai sistemi naturali.
Si può notare la differenza - soprattutto in termini di qualità e salute  - tra chi usa i primi e chi i secondi: oltre al macerato di ortica, di equiseto, di felce, di borragine, consolida o tanaceto,  ci sono gli insetti antagonisti dei parassiti, come  le coccinelle,  e il phytoseiulus, acaro predatore che divora il dannoso ragnetto rosso..  Ci sono le erbe sterminatrici delle parassite che distruggono i raccolti, come in Africa il Desmodium,  che ha salvato i contadini ridotti alla fame dalla Striga, senza avvelenare il terreno…  e il granturco, solo attaccandone le radici! Lo stesso scaccia le tarme dal grano.

Una giusta informazione 

Perciò la cosa giusta  è una  seria informazione,  leggi a favore di una benefica  sostenibilità,  cambio di mentalità  e di metodo;  la necessità di congedare le esigenze finanziarie delle grandi lobby  privilegiando la salute.
Usare prodotti naturali significa salvare la Terra, al contrario dei chimici che portano la morte al terreno e un inquietante circolo vizioso...
Basti vedere cosa è successo in India per colpa delle multinazionali, dai semi transgenici  ai velenosi concimi e pesticidi, che hanno causato rovina e morte - o suicidio per disperazione - dei contadini. Vandana Shiva insegna.

Bisogna andare alla radice del problema: ricominciare da zero si può e si deve fare Ricorrere alle piante amiche può servire più di tanti “trattamenti”, ad esempio l'erba medica che pompa l'acqua delle vigne,  il trifoglio che nutre gli insetti utili, creando un buon habitat.  


Senza parlare della permagricoltura, del metodo Fukuota, in cui le piante crescono tutte insieme  in un ecosistema vicendevole, protettivo, in grande abbondanza e sanità.

L'ortica,   erba dalle mille virtù.

Così l'ortica diventa il simbolo del nostro rapporto con la natura selvaggia, un rapporto tutto da ricostru ire; l’emblema della lotta per la conservazione dei rimedi naturali e per un’agricoltura  sana. 

La paradossale vicenda del macerato di ortica riassume con agghiacciante chiarezza la realtà degli interessi delle grandi multinazionali, scandalosamente collegate  al  potere con le loro pressioni e  il paradosso che ne consegue:mentre  chimici e pesticidi continuano a violentare la terra, si richiede all’ortica di “dimostrare” che non è nociva. E pensare che la polvere d'ortica è preziosa nella lotta contro la malnutrizione infantile, favorendo la produzione di latte materno!

Il macerato “fuorilegge”, tradizionalmente usato anche come  medicina  per i cuccioli, ha una semplice ricetta: fermentate le  foglie d'ortica per una decina di giorni - un chilo in 10 lt. d'acqua a 20°, se ne irrorano le piante, come antiparassitario e rinforzante del  “sistema immunitario”. 

Stupefacente la  lista dei componenti  della pianta, urticante a causa degli acidi formici,  presenti anche nelle api e nelle formiche come sostanze difensive 

Molteplici le proprietà, diuretiche, antiemorragiche, antireumatiche e antinfiammatorie; stimolante naturale,  l’ortica aiuta la depurazione dell’organismo.

Altissimo il valore nutritivo: ricca di flavonoidi dall'azione antiossidante, contiene ferro e altri minerali, cibo energetico, ricco di vitamina C, calcio, fosforo, magnesio, con  più proteine della soia  e 7 volte  più vitamina C dell'arancia, fa parte delle piante che hanno nutrito i nostri antenati per migliaia di anni.

Oggi i cuochi più in la usano per menu raffinati: risotto, frittelle, polpette,  minestra  o vellutata  d'ortica,  decorata con foglie fiori e petali, o ripieno di ravioli e ottime omelette

Certo che se non fosse surreale, sarebbe una barzelletta: pretendere di certificare la “non pericolosità”  di una simile eccellenza oggi  ancora misconosciuta  -  facile  come bere … una tisana dell’erba stessa  - soprattutto se si paragona a tutto l’orrore che viene sversato nelle acque, nella terra, nell’aria, impunemente e da anni ormai, condannandoci  a morte lenta ogni giorno, è davvero da mondo alla rovescia!


Teri Volini, artista biofila, operatrice culturale
Presidente Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza   

terivolini.art@gmail.com

pubbl su blog il 29 2 16