domenica 24 settembre 2017

AUTUNNO, testo poetico integrale di Teri Volini, dalla raccolta UNIVERSI






Autunno


Ottobre nell’emisfero boreale
Tempo di bilanci

Ai piedi delle grandi querce
s’affrettano squittendo gli scoiattoli

È l’ora di provvedere alle scorte
per l’inverno

Nel castagneto sopramontano
intenso aleggia
un odore di fradicio e di muschio

Insetti semi rami frutti caduti
Tutto ciò che dal folto procede

si mescola al terreno
che si prepara al lungo sonno


Effimere creature vegetali
dai morbidi cappucci

liberano spore nell’aria già più fresca
Misteriosi nell’ombra più profonda
  
piccoli esseri di polvere e d’ali
esplorano un breve intenso spazio
dell’esistere

Poi si dissolvono ritornando alla terra
Nel bosco niente va sprecato


Sui campi arati – al vento ormai
arresi e alla pioggia –

le zolle brune si ricoprono di foglie
in mulinelli fruscianti accartocciate

Assorta in un sospiro di nostalgia
per la passata pienezza delle notti d'agosto

una falce di luna calante color latte
su un ramo di betulla s’è impigliato
ancora tinto

da una tavolozza sfumata verde spento
argento e rame
svettante in cielo quasi fino alle nuvole



 



Nella macchia che infittisce a settentrione
fra gli sprazzi dorati del sole
che inesorabile s’inclina

è tutto un tripudio di galle
di coccole e di bacche

d’un bel colore rosso – nero o violetto –
o giallo arancio – così lucente! –

per la gioia di tordi picchi corvi
di chiassose ghiandaie
e di piccoli merli dal becco giallo

da cui la rosa canina difende inutilmente
i suoi frutti rigonfi con le acute spine

Ostentando cardinalizi cappelli
impavidi ciclamini occhieggiano tra gli arbusti
le radici e i rami bassi del ceduo

nel brivido del primo vento celebrando
della terza stagione l’effimera bellezza



venerdì 25 agosto 2017

La PACE PREPOTENTE - articolo

La PACE PREPOTENTE 

Molte delle parole di uso comune vengono impiegate - automaticamente o intenzionalmente - in maniera "funzionale" alla cultura in cui viviamo, in modo vantaggioso solo per alcuni. Un esempio è il termine amore, spesso usato in un'accezione falsata, impestata di possesso, passione insensata, etc. , diventando così un mezzo per controllare le persone “amate”, che in realtà vengono tenute in ostaggio anche per tutta la vita, quando non si arriva a far loro del male se non accettano i folli parametri dell’auto- proclamatosi Despota di turno: un’interpretazione fra le più malsane del termine è alla base del femminicidio.
Paradossalmente, nella nostra tanto vantata società civile, si arriva ad accettare dei comportamenti così travisati, ad uso e consumo di chi, facendosi forte della furbizia e della prepotenza, se ne serve per il suo interesse.
C'è pace e pace

Un destino simile pesa sulla parola Pace, in cui dovrebbe essere mancante qualsiasi distorsione di senso, visto che è in ballo l'ordine mondiale e la sopravvivenza nostra e del pianeta; usata impropriamente, può determinare tragedie per singole persone e interi popoli ... È quanto succede in tante nazioni del mondo dove è la legge del più forte a prevalere, ma anche in tante famiglie.
 Ma come è possibile che un termine così basilare per la nostra vita sulla terra possa diventare un modo per condizionare, sottomettere e far tacere a proprio vantaggio persone, gruppi o intere popolazioni?
 Ciò accade quando il concetto di giustizia viene annullato e una pace falsa – sbandierata ipocritamente – permette in realtà la resa del più debole alle pretese del più forte ...
Questo, se non facciamo attenzione, è ciò che può verificarsi nel piccolo come nel grande: nell’ordine sociale/familiare e nell’ordine mondiale.

Pax Romana

D'altra parte non è certamente nuova l’idea di “servirsi” subdolamente della pace per fini strettamente egoistici: furono proprio i nostri antenati romani a stabilirlo in maniera esponenziale, coniando addirittura il termine per essi più appropriato; veniva infatti orgogliosamente chiamata Pax romana o Pax augustea la tremenda Pax Imperialis che “regnava” nel Mediterraneo, imposta ai popoli soggiogati con le armi, sottomessi con pugno di ferro dai conquistatori. 

Nessuna richiesta era possibile, tantomeno la ribellione verso qualsiasi ingiustizia, che veniva prontamente e ferocemente repressa. 

A tutt’oggi vediamo gli effetti della falsa pace non solo a livello di stati dittatoriali - in cui vengono proclamati e dati per scontati e il benessere e la felicità dei cittadini, mentre vige un agghiacciante controllo e la più assoluta manipolazione - ma anche nelle nostre culture “emancipate” nel sistema tutto e nelle comuni relazioni, a casa del nostro vicino, o forse nella nostra!

La Pace analgesica

Ovunque s’insinui il venefico fraintendimento, la Pace non rappresenta più la ricerca d’accordo, di chiarimento, della migliore soluzione, come si dovrebbe fare tra persone di buona volontà; l’appianamento delle più comuni problematiche, in pratica il tentativo inesausto di ripristinare giustizia e verità; rischia invece diventare, da un lato, un mezzo di repressione, dall'altro, un comodo “sedativo” per averla sempre vinta. 
Un vero e proprio ricatto, sia nei rapporti internazionali che nella vita sociale, nei rapporti interpersonali, nei legami, a livello amichevole o familiare, nella coppia, tra genitori e figli etc. Rischia di esser definito “guerrafondaio” chi avanza semplicemente la richiesta di esaminare un problema, di sanare una situazione non chiara, di ripristinare i propri diritti, di essere rispettato: di fare e di ricevere la cosa giusta!

Parenti serpenti

La cosa più grave è che - proprio come nel caso dell’amore – tale pericoloso e ingannevole concetto di pace non risparmia i rapporti più intimi, quelli familiari, anzi, vi prolifera nel silenzio. In questi ultimi casi, grazie alla invisibilità creata dalla vergogna di “non far sapere” agli altri ciò che accade in casa propria, la finta pace diventa una panacea per il prepotente, che può tranquillamente perseguire i propri personali interessi, “in santa pace”.


Nel caso dei familiari più prossimi, è sottile quanto tremendo, spesso nemmeno dichiarato, il ricatto emotivo, che non necessita neanche di un’eventuale imposizione o violenza, ma sottintende la noncuranza, paventa l'abbandono e altre rappresaglie, come conseguenza per chi non si adegua e non accetta “pacificamente” le soluzioni proposte dall’ “Augusto” di turno.

Quanta strada abbiamo ancora da compiere!

Teri Volini

 aruticolo pubblicato su GLB  agosto - ottobre 


venerdì 26 maggio 2017

Una Performance collettiva e un’Opera dirompente di Teri Volini per la "MARCIA SALVA L'ACQUA" Sabato 27 maggio, Matera

Una Performance collettiva e un’Opera dirompente
per la "MARCIA SALVA L'ACQUA"
Sabato 27 maggio,   piazza Matteotti, dalle  ore 9,30 - Matera

Lo stesso Nastro Rosso in puro cotone di 180 metri  per due  che l'artista biofila Teri Volini srotolava  - con l’istinto premonitore dell’arte - già   nel 1999 sul vulcano Etna in piena quadruplice eruzione,  a simboleggiare la stretta connessione tra  tutti gli esseri  e la terra  e per esortare  al rispetto per l’ambiente,    verrà dispiegato  sabato 27 maggio nel percorso da    piazza Matteotti  a Matera,  durante la  "MARCIA SALVA L'ACQUA" , che vuol dire stop alle trivelle in Basilicata,  difendere il diritto all’acqua buona, affermare la priorità dell'acqua sul petrolio.

Non siamo i padroni della Terra, ma solo i suoi ospiti, spesso molto ingrati.





L’arte  che difende la natura

II Serpente/Nastro Rosso portato dai manifestanti simboleggia il Risveglio dell'Energia Vitale assopita e la necessità di ripristinare i valori autentici della Vita.
Ricordando che il nostro sangue e il sangue della terra  sono Uno, lo snodarsi del Nastro Rosso per le strade della città esprime tutta la potenzialità delle energie sopite negli esseri umani, che, una volta risvegliate, potranno pretendere il rispetto per le giuste rivendicazioni

Non siamo i padroni della terra  

La Testa del Serpente/Gorgone porta in sé le richieste più sacrosante, riferite a tutto ciò di cui gli esseri umani hanno bisogno: i BENI COMUNI, materiali e immateriali, e tutta  l’urgenza  di difenderli, a costo di “mostrare i denti”!
Si tratta degli elementi primari, basilari e necessari a tutti. Sono ricchezze naturali e patrimoni culturali accumulati dalle generazioni che ci hanno preceduto,  beni intoccabili, indispensabili per mantenere connesso il sistema vivente. È tutto ciò che ci fa vivere.


                                      



Nella raggiera dell'opera “GIU' LE MANI DAI BENI COMUNI” ecco iscriversi aria, acqua, alberi, cibo, sementi, biodiversità, biotecnologie, saperi, lavoro, libera informazione, salute, pace, dignità, libertà, creatività, giustizia e habitat, libera espressione, servizi, merito, felicità, diritti e …. Futuro:  e la stessa vita, la nostra e quella del pianeta ...

È questo il senso della Performance e dell'Opera creata per tale occasione.
Un'Arte non convenzionale ma  “differenziata” può essere strettamente connessa alla vita, e il suo potente linguaggio può contribuire a prendere coscienza delle problematiche più urgenti.  



 Teri Volini e Centro d’arte Cultura Delta di Potenza


                                      

                                         (Immagini della Manifestazione a Potenza 2003)

                                                   
Teri Volini  
      e      
Centro d’arte Cultura Delta di Potenza



 Alcuni link attinenti:

NON DI TUTT’ERBA UN FASCIO   http://terivolini.blogspot.it/2014/12/non-di-tutterba-un-fascio_97.html

IL RITMO DEL FUOCO http://www.terivolini.it/html/performances2.htm
    
IO SONO UNO CON L’ACQUA  manifesto
d’artista personale http://www.terivolini.it/html/io_sono_uno_acqua.html 

IO SONO UNO CON L’ACQUA  manifesto d’artista opera collettiva
http://www.terivolini.it/html/coscienza_uno_acqua.html


  

Il Blog di Teri Volini: IL NASTRO È IL MESSAGGIO -- Il Nastro Rosso ...

http://terivolini.blogspot.it/2015/03/il-nastro-e-il-messaggio-il-nastro_24.html


IL NASTRO ROSSO DELLA VITA  a   Potenza http://terivolini.it/Nastro_Rosso_Vita.htm

torna il 'nastro rosso' di teri volini - Consiglio Regionale della Basilicata www.consiglio.basilicata.it/consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?otype=1120... 


26 mar 2003 - ACR Questa volta il "Nastro Rosso" di Teri Volini si dispiega nella sua ... sabato 29 marzo, per simboleggiare il valore e la bellezza della Vita a ...

Il Nastro Rosso della Vita - Teri Volini   terivolini.it/Nastro_Rosso_Vita.htm

Nastro Rosso in cotone di mt. 180 largo mt. 2. Potenza, Basilicata, sabato 29 marzo 2003 in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alla Pace del ...
24 mar 2015 - Il Nastro Rosso della Vita Potenza, 2003 ... 2014 Chauta Atella https://www.facebook.com/teri.volini/media_set?set=a.


sabato 20 maggio 2017

Articolo GLB: DOPPIA MOSTRA EVENTO di Teri Volini

Doppia Mostra/Evento di Teri Volini a Potenza

In esposizione dal 10 maggio al 23 giugno, nella doppia location della Pinacoteca provinciale e del Museo archeologico di via Lazio, le opere dell’artista biofila Teri Volini. Sono i Percorsi d’arte in bilocazione: una trentina di opere pittoriche riferite ai principali cicli realizzati nel tempo, La montagna Stregata, I Giardini di Mare e di Terra, Nata sotto il Segno dei Pesci, Il Ritmo del Nardo e della Stella, Il Colore delle Donne, Il Risveglio della Dea, La Danza della Corda, sono presentati in antologica nelle sale della Pinacoteca. In una sala a parte, delle strutture retro-illuminate, delle stele e dei quadri luminosi, insieme ai video e a un esuberante CD - rom, contenente gran parte dell’operato dell’artista negli anni: video, animazioni, presentazioni in power point, gallerie virtuali, ebook , articoli, ricerche, video poesie, etc …

Far pace con la terra e con l’umanità

Negli spazi del museo archeologico si snodano poi le opere performative, in rappresentanza del percorso successivo di Volini, che dalla metà degli anni ‘90 sposta direttamente all’ambiente e al sociale la sua attenzione, dedicandosi alla Land Art, alla Public Art, alla Body Art , in una parola alla S(c) ultura sociale, il cui senso è contribuire con un’arte “nobile”, all’evoluzione personale e collettiva e alla salvaguardia del pianeta. Alcune Installazioni di media grandezza e modelli di future strutture di maggiori dimensioni, tra cui NCP, monumento alla pace, Il Mandala della terra verde e una sessantina di pannelli d’arte e manifesti d’artista, mostrano le fasi e il senso di questo passaggio, che vede Volini non solo onorare la natura con la pura bellezza dei dipinti, ma contribuire direttamente alla preservazione del pianeta tramite i nuovi linguaggi artistici adottati: cosa da lei peraltro perseguita anche con la poesia, le ricerche e gli articoli dedicati, molti dei quali pubblicati su questo mensile. Lo stesso discorso vale per le altre tematiche - pace, diritti umani, femminile - riguardo alle quali l’artista si prodiga in prima persona.

Dalla pittura alle performances, installazioni e manifesti d’artista

Il “passaggio” dalla forma espressiva pittorica alle performances e installazioni era stato favorito proprio da un dipinto, LA DANZA DELLA CORDA, tramite il quale si era verificato uno straordinario “ movimento” di energia creativa, quando uno degli elementi dipinti nell’opera stessa, un sottile cordino rosso, uscendo virtualmente dal quadro, aveva iniziato un vero e proprio Viaggio, portando l’artista a snodarlo, in forme, dimensioni e luoghi di volta in volta diversi, a cominciare nella forma germinale di gomitolo- seme nel 1996. Un inarrestabile processo creativo l’aveva portataalla Land Art, intesa però non sovrapposizione dell’opera umana sulla natura (dagli umani “padroni” della terra considerata un oggetto da dominare e sfruttare), ma come  azione in difesa della natura. L’artista contribuisce in tal modo alla preservazione del pianeta, tramite Performances di grande impatto collettivo, attivanti quel rispetto che gli umani sembrano aver dimenticato.

Manifesti d’artista



Compie così un vero e proprio “servizio planetario”, a partire da Il Ritmo del Fuoco sull'Etna, alla Ragnatela di filo rosso tesa tra due picchi delle dolomiti lucane, 1999, al Message in the Bottle, Rionero in Vùlture, 2005, alle Invasioni Tentacolari, Potenza, 2007, fino a La Bella Terra, 2009-2011 e alla serie di opere di autocoscienza personale e collettiva dei più recenti Manifesti d'Artista 2009-201. Questi ultimi non  hanno niente a che vedere con i comuni manifesti pubblicitari, funzionali alla cultura commerciale consumistica, in cui l’esposizione del corpo - specie quello femminile - serve strumentalmente alla vendita dei prodotti, avendo invece lo scopo di attivare nuove consapevolezze e più virtuose abitudini. Prima l’artista, poi tante altre persone, invitate a condividere l’azione simbolica, si dichiarano tutt’uno con gli elementi fondamentali per la vita.
 I
Manifesti d’artista Collettivi: Parole di luce per la nostra vita, Io sono uno con l’aria, con l'acqua, con gli alberi, con il sole, con i frutti della terra, sono vere e proprie opere di autocoscienza collettiva. Realizzati con gente amica e/o persone da tutto il mondo, 40, 50, 60, 80, fino a 520, ci hanno “messo la faccia” contribuendo all’intento di volta in volta dichiarato: un lavoro gigantesco!

Eventi nel periodo

Inaugurata il 10 maggio, la mostra si protrarrà fino al 23 giugno e nel periodo saranno in programma, presso il museo provinciale in via Lazio 18,  h. 17, tre  rilevanti eventi culturali, dal convegno “L’artista di fronte alla natura” il 24 maggio, alla presentazione della raccolta poetica “Universi” di Teri Volini il 14 giugno, al Convegno di toponomastica femminile - il 23 giugno-  “Sulle vie della pace, sulle vie della parità”  che servirà da preludio all’intitolazione – da noi ipotizzata  da tempo -  di una strada cittadina alla grande archeologa Gimbutas,

Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza




sabato 13 maggio 2017

PERCORSI D'ARTE IN BILOCAZIONE - MOSTRA/EVENTO DI TERI VOLINI



Inaugurata il 10 maggio in Pinacoteca provinciale, via Lazio 8,  la doppia mostra di Teri Volini Percorsi d'arte in bilocazione. “L'artista in movimento”,  così definita nel testo critico, ha condotto i visitatori e le visitatrici attraverso le oltre 30 opere pittoriche che colorano le due sale più grandi della Pinacoteca,  per passare poi alle scintillanti picto-sculture  installate nella sala più piccola, dove è possibile anche visionare i 7 video appositamente predisposti  per i visitatori e le visitatrici,  quali  La Ragnatela, I can  fly, Il Risveglio della dea, Aria fuoco terra acqua, La Bella Terra …

Il “passaggio” all'altra location, il Museo provinciale,  ha visto la presenza istituzionale e il saluto del   Presidente della Provincia, Valluzzi, del Sindaco  di Potenza, De Luca, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Falotico, della Consigliera Regionale di Parità della Basilicata, Pipponzi, che hanno avuto parole di stima e apprezzamento per l’ampiezza e la qualità del lavoro presentato, e di riconoscimento per il trentennale percorso di Teri Volini, di cui la presente mostra è degno testimone.

L'artista biofila ha poi presentato se stessa tramite un video, realizzato in forma di intervista per Simonetta Ronconi, come presentazione  all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam

A seguire, la colta  presentazione di Alberto Barra,  che ha evidenziato i rimandi ancestrali  dell’arte di Teri Volini e la sua ricerca  che va  oltre  “le appartenenze familiari e sociali, le collocazioni razziali, territoriali e linguistiche” per arrivare “ all’essere umano inteso come magico universo danzante in armonia con il cosmo” . Secondo il poeta, infatti, “l’esperienza artistica non è in Teri un mero riprodurre l’estetica del dato naturale, ma qualcosa di più complesso, diretto misticamente a trascendere il reale. Teri Volini racconta quel mondo interiore, ”quell’oggetto interno” presente in ognuno di noi, dandogli forma, simbolo, linguaggio. Le sue opere sono profuse di allegorie e miti che riconducono all’unicità cosmica dell’essere umano e dell’universo
 
L’artista stessa   ha poi  chiarito al folto pubblico presente  le motivazioni profonde  che l'hanno portata dalle opere pittoriche al nuovo linguaggio delle performance installazioni e manifesti d'artista, affermando la profonda coerenza dell’ispirazione in tutta la sua arte :
A cominciare dalla celebrazione della pura bellezza nei dipinti, fino ai successivi linguaggi, una linea unica qualifica la mia opera: onorare la Terra, la sua bellezza e prodigalità; implicitamente apprezzare il valore della vita, amare la Natura e diffondere l'improrogabilità del rispetto che le dobbiamo

Lo ha ribadito nel corso della visita guidata alle numerose visitatrici ed ai visitatori presenti: L’intera mia opera è permeata da un unico soffio creativo: quel che si modifica è “solo”la forma in cui il talento si esprime.
C'è un filo conduttore che collega - come in una danza - tutte le opere. Questo filo è uno, e al contempo molteplice. 
Esprime amore per la natura e per la vita; emozione per la bellezza e il mistero; attenzione per il femminile e la sua sacralità,  per il suo risvegliarsi e ricevere ancora autorevolezza e accoglimento, insieme ai valori di cui si fa portatore; è il connubio fecondo tra la donna e la natura, che, con la loro coincidente ciclicità fanno a gara per entrare in una sorellanza protettiva e protettrice - a sua volta - di tutto il genere umano e del pianeta”

È stato inoltre  presentato, in  sostituzione del catalogo cartaceo, uno svelto quanto articolato e nutrito CD-ROM, che consente sia di risparmiare carta e inchiostro -  e quindi dare una mano all'ambiente, in completa sintonia con la filosofia dell'artista – sia di accedere ai numerosi  contenuti multimediali,  per sondare l’ampiezza di un  “Percorso”   impossibile da mostrare per intero persino con una doppia mostra.
I  numerosi pannelli presentati nel museo  sono infatti ciascuno  la  “punta dell’iceberg” di altrettante complesse manifestazioni in arte coinvolgente, body art, happening, work in progress, percorsi didattici diretti alle più giovani generazioni e così via.
Il cd  rom  contiene video, animazioni, gallerie virtuali eseguibili,  articoli, ricerche, alcune video poesie e una ventina di ebook, frutto del lavoro di anni.

Nel corso della manifestazione Antonella Iallorenzi e Mimma Romaniello  hanno interpretato  due testi poetici di Teri Volini, tratti dalla raccolta poetica Universi: Il linguaggio dell’arte e Respirare l’Universo.

A fine serata è stato offerto  un  generoso buffet vegano a cura del Sunset Café di Potenza.

ALBUM FB 2


Memo: Dal 24 maggio al 23 giugno, oltre alle visite guidate su prenotazione, 339 24 14 133, 
sono stati organizzati, presso il Museo archeologico, dalle h. 17, tre eventi:

mercoledì 24 maggio, Il Convegno: L’artista di fronte alla natura, con la partecipazione dell’Associazione Beata Maria Cristina di Savoia, sezione di Potenza. 

mercoledì 14 giugno, La presentazione della raccolta poetica di Teri Volini “UNIVERSI”, con la partecipazione dell’Associazione Letti di Sera.

 mercoledì 21 giugno Il Convegno di Toponomastica Femminile “Sulle vie della parità, sulle vie della pace. Premesse all’intitolazione di una strada cittadina  a Marija Gimbutas”, con la partecipazione del Sindaco di Potenza e della Consigliera  Regionale di Parità della Basilicata

domenica 9 aprile 2017

LA SCIENZA CHE LAVORA PER LA NOSTRA SALUTE - ARTICOLO


 

A seguito della lettura del precedente articolo “E non c’indurre in tentazione”, pubblicato a gennaio, mi hanno contattato dei lettori colpiti dalla mia insistenza sui rischi delle proteine animali. Essendo come tutti interessati alla salute, mi chiedono prove scientifiche a supporto della tesi per cui tali alimenti non sono benefici.
Aderisco alla loro richiesta, considerando che ciò che era la norma nelle più antiche culture orientali vegetariane, viene oggi accertato dalle più attuali e autorevoli ricerche scientifiche: fra esse “Lo Studio China”, compiuto dallo scienziato statunitense Colin Campbell e dal suo team, mettendo sotto esame gli usi alimentari degli abitanti di  oltre 2400 contee cinesi e studiandoli comparativamente. Lo studio si è protratto per lungo tempo e i risultati hanno evidenziato i rischi non solo della carne, ma di tutti i cibi di origine animale – latticini, burro,strutto, uova etc. - e sono accessibili in un best seller noto in tutto il mondo.

Dalla lettura vengono fuori dei dati che capovolgono ciò che finora era consigliato quanto al cibo, spiegandone o con chiarezza i meccanismi d’azione nel nostro organismo, i danni prodotti, le temibili malattie che ne derivano, e le motivazioni socio/politico/economiche alla base di quegli errori e di una reiterata, grande mistificazione, proseguita nel tempo e indotta da grandi interessi economici.

Verità sconvolgenti

Dalla Ricerca di Campbell, professore emerito alla Cornell University, NY, risulta addirittura che il danno dei suddetti alimenti è in se stesso superiore a quello provocato dall’inquinamento, o ne è – a seconda dell’apporto o meno di essi e della loro quantità, determinante nel favorire o meno gravi patologie, tra cui cancro, diabete, malattie cardiache etc . in poche parole, le proteine animali agiscono come fattori predisponenti. A parità di assunzione di inquinanti assai pericolosi (come l’aflatossina) il non mangiare proteine animali fa la differenza, “proteggendo “ l’organismo, mentre al contrario il mangiarne funziona da Fattore Attivante.
Significativi erano già stati i risultati ottenuti nelle Filippine (1965!), quando Campbell comprese che la causa del cancro al fegato osservato    nei bambini -  fino a quel momento ritenuto effetto di carenze alimentari proteiniche - era al contrario diffuso nelle famiglie più benestanti , che potevano permettersi un uso notevole di carne!

Un analogo risultato veniva comunicato da ricercatori in India, su sperimentazione animale. L’effetto tali studi fu dirompente; enormi le opposizioni dell’establishment medico e soprattutto dei produttori degli alimenti incriminati, base alimentare della società statunitense.

Rischiando grosso, lo scienziato proseguì con coerenza e competenza sulle linee guida di quella prima scoperta, che portò poi alla monumentale indagine cinese.


Valutare l’attendibilità

Mi risulta molto difficile sintetizzare in un articolo una ricerca enorme e ultra decennale come quella di Campbell: un solo libro conta 400 pagine fitte! Mi limiterò quindi a dire che oggi finalmente esiste la possibilità di accedere a informazioni molto importanti, direi vitali, probabilmente ostiche da accettare, date le nostre abitudini e la resistenza che in genere opponiamo al cambiamento: tuttavia , nel nostro interesse, per cominciare a scalfirle, potremmo considerare due semplici punti: 1) nella grande confusione che caratterizza i nostri tempi anche nella comunicazione, è essenziale valutare la Veridicità delle informazioni, e in Campbell - oltre all’attendibilità del suo status di ricercatore accreditato, tale credibilità viene confermata dall’onestà intellettuale e dalla coerenza di vita: cresciuto in una Farm tipica americana, benestante grazie agli animali e ai prodotti caseari che venivano prodotti e venduti, abbandonò tale redditizia fonte di guadagni, rinunciando, insieme a quella, alle proteine animali.

Il nostro potere

2) Quando si tratta della nostra salute, è conveniente sapere esattamente i punti su cui abbiamo il potere di agire nell’immediato, e uno di questi è il cibo, che ogni giorno coinvolge il complesso sistema corporeo, mettendolo spesso a dura prova: e dal momento che è meglio prevenire che curare, ci conviene prendere informazioni aggiornate, sostituendole a quelle, zeppe di pregiudizi e menzogne,  finora propinateci . Molte di esse provengono da fonti non attendibili, essendoci di continuo comunicate tramite la pubblicità direttamente dalle ditte produttrici, che badano ai loro interessi economici, mentre per noi è la salute il bene primario.
Ad ogni modo, le cose stanno cambiando, ormai anche i supermercati vendono prodotti appropriati al nuovo stile di vita, crescendo il numero di coloro che compiono scelte in senso vegetariano, vegano e crudista, anche per la rivalutazione di sapori, odori e in generale di cibi che fino a quel momento sono stati ignorati o trascurati. Si attiva la ricerca e la richiesta di qualità e di giusto prezzo, e dal momento che l’unico potere che abbiamo come consumatori è indirizzare gli acquisti secondo una più alta consapevolezza, i produttori devono per forza adeguarsi ...
Prof.ssa Teri Volini
terivolini.art@gmail.com








sabato 1 aprile 2017

Pale eoliche e pannelli solari. Senso di responsabilità versus mostruose proliferazioni

Cum grano salis, prego!

Un pizzico di sale nella minestra la rende più gustosa e apporta elementi di cui il corpo ha bisogno: ma cosa succede se  invece ne mettiamo  di più? Anche solo un mezzo cucchiaino,  e il cibo diventa   immangiabile. Figurarsi se ve ne  aggiungessimo  un cucchiaio intero,  una tazza o più,  insomma una quantità eccessiva:  sarebbe la saturazione,  dannosa o fatale per  qualsiasi essere vivente.

L’esempio - in apparenza modesto e "casalingo" - mi è stato suggerito dal detto latino.
Cum grano salis  (un po’ di discernimento) è un monito alla saggezza dei comportamenti, alla prudenza che in ogni atto, personale o collettivo - e istituzionale -  è d’obbligo, se non vogliamo trovarci in grosse difficoltà 

Tenere alto il senso della misura vale per ogni cosa, e, nello specifico, per le energie rinnovabili, per le quali abbiamo tanto lottato e che ora - cadute nelle mani rapaci di multinazionali che mettono al primo posto il loro profitto, non esitano a trasformare un mezzo, buono in partenza,  in un danno, “saturando” il territorio con le loro “Imprese”

Succede con le pale eoliche e con i pannelli solari, che, salutati all’inizio come una fonte di salvezza dal nucleare o dal petrolio, si rivelano adesso  dei mostri tentacolari nella realtà del proliferare  indisturbato, dell’invasione ad oltranza del territorio, della sostituzione - forzata col danaro -  dei fertili campi  che si dovrebbero  invece salvaguardare e di cui incentivare la coltivazione come preziosa risorsa - con l’avanzata dei giganti di cemento e delle luccicanti distese riflettenti..
Una sorta di nuova colonizzazione …

Il carattere intensivo degli interventi e le alternative ignorate

Il problema non è il pannello solare o la pala eolica in sé, ma il carattere  intensivo degli interventi e – a causa dei  forti interessi a monte -  l’arretramento o l’annullamento della ricerca di ulteriori modalità per produrre energia, o per il perfezionamento di quelli esistenti, come succede in altre società civili.
 In Germania o comunque in molti paesi più responsabili, pannelli solari vengono man mano sostituiti da congegni simili che, partendo dallo stesso favoloso principio di catturare il sole per produrre energia, riducono sempre più le loro dimensioni, ad esempio diventando una “piastrella” murale o una tegola, o un vetro per finestra, adempienti alla stessa funzione in maniera sostenibile.
Senza contare che esistono  tanti altri modi per contribuire all’approvvigionamento energetico, tra cui il  recupero degli olї esausti grazie a speciali macchinari che li trasformano in ottimo carburante dopo aver fatto evaporare l’acqua ed filtrato i residui solidi!

 Vedi articolo  alternative al petrolio: La rivincita del Pyrococcus furiosus,  ovvero: è possibile fare a meno del petrolio? Già pubblicato su La Grande Lucania maggio/ giugno 2015 -  su blog  Teri Volini: http://terivolini.blogspot.it/2015/07/la-rivincita-del-pyrococcus-furiosus.html


Da anni  si sente parlare di alternative, di cui non solo abbiamo poca conoscenza a causa dello scarsa informazione mediale, ma che poi scompaiono nel nulla.

Che i grandi interessi ormai cristallizzati  sulle “tradizionali” fonti di energia, petrolio in primis, c’entrino – e non poco -  è ipotesi non peregrina! Esistono situazioni al limite dell’incredibile, in cui persone geniali, che si adoprano per il bene comune e per l’ecosostenibilità,  non solo non vengono prese in considerazione, ma addirittura boicottate  perché “disturbano” gli interessi precostituiti.


Basilicata, Piani del Mattino, 2017

Già nel 2014,  a novembre, nei pressi di Potenza vicino Potenza, in una fredda ma splendida giornata di sole, un drappello di cittadini interessati alla salvaguardia del territorio e della salute pubblica e del paesaggio  manifestava  sotto la prima delle 8 pale di 40 metri previste lassù e già in corso di installazione.
Il luogo è bello, importante dal punto di vista faunistico, tra l’altro sede del passaggio degli aironi cinerini, di grandi uccelli dal piumaggio bianco e nero, che lo  hanno scelto per nidificare. Anche il Nibbio reale  è di casa da queste parti, in tutta la sua fiera bellezza. L’altopiano, molto ventoso, si trova a ridosso della Costa della Gaveta che è praticamente la periferia di Potenza, ed era stato  scelto per l’installazione delle  gigantesche pale, che seguivano le tantissime già presenti dappertutto in Basilicata, come si può osservare un po’su tutti i profili collinari ..

Le manifestazioni avvenivano mentre già la prima  torre si ergeva nel bel mezzo di un vasto terreno agricolo, arato e  pronto per la semina. Si parlava allora di  un lotto di otto aerogeneratori da realizzare uno vicino all’altro nello spazio di circa 400 metri, alcuni dei quali vicinissimi alle abitazioni ed alle strade, a formare un vero e proprio parco eolico

Oggi, a distanza di soli tre anni, ne stanno “ignobilmente” installando 51, in prossimità di abitazioni dove vivono stabilmente famiglie, donne, anziani, bambini …
Ecco un altro territorio destinato alla desertificazione, deprivato della sua capacità produttiva per ospitare – con  pagamento compensativo - i giganti di cemento  che – tolta ogni precauzione e senso della misura – da produttori di un’energia utile alla comunità  diventano produttori di danni. 

Comunicato 2014


 Già nel novembre 2014 il Comitato di cittadini stilò un comunicato, facendo notare che:
“Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, la presenza – allora - di otto pale eoliche della altezza di circa 40 mt (quanto un palazzo di 13 piani!) rappresentava  un vero e proprio scempio;
Dal punto di vista della sicurezza, la presenza di tante pale eoliche in prossimità di strade, abitazioni e impianti sportivi rappresentava  un rischio da non sottovalutare, tra cui i casi di rotture di pale e incendio del rotore

Già nel 2014 si faceva notare che, dal  punto di vista energetico, la realizzazione di 8 aerogeneratori da 60 Kw era  operazione superabile da  una sola  pala da 1Mw, che,   ubicata secondo principi di compatibilità ambientale, paesaggistica e di sicurezza, genererebbe  energia equivalente a oltre 16 aerogeneratori.

Si faceva anche notare che, dal punto di vista economico, i proprietari terrieri sono allettati da compensi immediati,  mentre in realtà vanno  incontro a pesantissimi inconvenienti economici. I proprietari terrieri, per la presenza della pala, vanno incontro alla svalutazione della loro proprietà, al fatto che sulla loro terra non si potrà più costruire, che dovranno pagare le tasse non più come zona agricola, e soprattutto si dovranno accollare gli elevatissimi costi di rimozione e smaltimento della pala dopo che la stessa sarà usurata

Tenere alto il senso della misura

Il Comitato chiedeva  con forza alle istituzioni Regionali e Comunali ed alla Magistratura di intervenire immediatamente per fermare operazioni inutili da un punto di vista energetico e distruttive del paesaggio e dell’ambiente le cui conseguenza sarebbero ricadute per anni sul territorio comunale e sulle generazioni future. Invece oggi,   non solo a  quelle rimostranze non è stato dato alcun peso, ma le pale si sono moltiplicate mostruosamente.

Diventa davvero urgente pensare e agire  con sale in zucca:  discernimento, senso di responsabilità. una maggiore e libera informazione, lo  sguardo verso il bene comune e le generazioni future, il tutto alla luce dell’Etica e della prudenza nelle decisioni  istituzionali: solo questo   potrebbe evitare danni in progress,  e non solo agli abitanti di Piani del Mattino …
Prof.ssa Teri Volini
Artista biofila