lunedì 23 maggio 2016

Onorare la Vita – Onorare la Morte - Un poemetto di Teri Volini in onore di Falcone e Borsellino.











Un omaggio all'eroismo silente di uomini (e donne) nei tempi 


Onorare la Vita – Onorare la Morte


I

Sulla costa occidentale dell'antica Trinacria
lungo la baia di Guidaloca

in un soleggiato pomeriggio di prima estate
sugli scisti taglienti c’inerpicammo

per raccogliere le cime piumate dell’elicriso
sature di sole. All’ombra di un arco naturale

formato da alti pini 
dominanti lo scosceso sperone

ne facemmo – insieme a Trixi –
ritorte corone

con fili d'erba  fiordalisi color del cielo
e margherite selvatiche



II


Dall'alto del promontorio biancorosato
le offrimmo poi alle onde irrequiete
del mare spumeggiante

per onorare  l'Eterno Movimento
la Bellezza  e la Sacralità
dell'Esistente

Altre due ancora ne andammo intrecciando
con delicati papaveri dal cuore d’ebano

ranuncoli ibiscus e anemoni rossi
un ciuffo di velenosi oleandri
dello stesso colore

fiori della passione e una carnosa euforbia
dalle temibili spine



III

Verso Palermo le portammo con noi
la prima posando nei pressi di Capaci

sull'autostrada dell’infamia e del tritolo
che voleva ridurre uomini troppo alti

La seconda deponemmo
sul gradino più basso di una torre antica

da allora insanguinata
nella fortezza medievale di Carini

in ricordo di Laura
la Baronessa uccisa per onore

e di tutte le donne oltraggiate
dagli infami uomini-Orco.



Dalla raccolta Universi -2015

domenica 15 maggio 2016

Una torta come strumento di distrazione di massa - articolo SU La Grande lucania - maggio 2016







Una torta come strumento di distrazione di massa


pubblicato su La Grande Lucania maggio 2016


Di tanto in tanto  notiamo - con  un misto di stupore e di sgomento –  che nonostante le tecnologie avanzate e le sempre maggiori  possibilità d’informazione e di  comunicazione, persiste o aumenta significativamente l’ignoranza. Ce ne accorgiamo  in particolare  in momenti delicati, come le votazioni,  quando di fronte a scelte importanti, non riusciamo ad usare bene lo  strumento democratico per eccellenza, in cui avere idee chiare è basilare.

Ci rendiamo conto di non essere capaci, se non a “discernere  il Bene dal Male”, almeno a distinguere l’utile dal superfluo;  ciò che fa bene da ciò che può danneggiare, a livello personale e planetario. Molto dipende dalla pigrizia, dalla mancanza di un impegno mirato a una corretta conoscenza, all’acquisizione di dati da più fonti poi da approfondire,  evitando l’informazione mordi e fuggi, il copia - incolla, e l’abitudine di guardare in superficie, sostando frastornati sul futile, invece d’ inquadrare le Priorità.

Ma anche se rispettiamo l’impegno personale, auto-educativo e formativo al pensiero critico, resta tuttavia da non sottovalutare l’influsso potente  che esercita su di noi la cultura in cui viviamo. É un grosso rischio, quest’intervento - non sempre positivo -  dissimulato, semi occulto o sfacciatamente palese - di  vere e  proprie “strategie”, messe in atto dal sistema politico-culturale, che non contribuisce né alla presa di coscienza né alla “conoscenza”, ma è un modo per tenere “tranquilli” i cittadini.

 Lo studioso Noam Chomsy ne fa oggetto di attento studio, producendo a tal proposito  un interessante quanto sconvolgente  “decalogo”…  Da esso risulta che siamo  vittime di una pratica che distoglie la nostra attenzione dall’essenziale,  distraendoci dai problemi reali, dalla loro gravità.   Una saggia amministrazione non dovrebbe -  in nome dei sani valori della polis  e del bene dei cittadini - tenere in primis allo sviluppo della conoscenza e della coscienza? All’impietosa luce dei fatti, ciò rimane un’utopia.

Azioni distrattive

Di fatto, veniamo inondati da “azioni distrattive”, che guidano tutte le nostre scelte quotidiane, spingendoci all’acquisto compulsivo,  non favorendo  la soluzione delle problematiche più urgenti né la riflessione sugli argomenti di interesse comune.  
Un continuo plagio a favore del sistema consumistico, che ne trae vantaggi, essendo basato sul potere delle merci e del denaro, al quale ogni in-formazione è piegata, a cominciare dalla dilagante pubblicità.  
C’è di più:  la menzogna  è sottesa alle informazioni stesse e anche i programmi mediali seguono questa regola. Le trasmissioni tv in particolare finiscono per avere un effetto ipnotico, frastornante, diseducativo e corruttivo. Paradossalmente, anche i programmi “di svago” sono zeppi di rischi in tal senso. 


Chef e ricette

Uno degli esempi  più insospettabili quanto eclatanti si trova neiin quelli d’“Alta cucina”, con  gare di abilità; c’è persino una sezione dedicata ai ragazzini. Protagonisti, dei cuochi, i “Capi”,  detti anche “Boss”, quasi tutti rigorosamente maschi, che poi ritroviamo anche come ospiti in altre trasmissioni come “opinionisti”,  testimonial del “buon mangiare”, in furibonda lotta contro i vegetariani o i vegani, accusati di non si sa cosa, e comunque rei di nutrirsi in modo semplice e il meno dannoso possibile.

Gli chef-divi  appaiono anche in mega cartelloni pubblicitari,  grazie alla fama acquisita soprattutto grazie a ben studiati comportamenti, non molto edificanti ma di grande attrattiva presso il pubblico più grossolano.  In questo sono in linea con tutta una valanga di trasmissioni simili - gare canore, a premi, a rischio etc.  - seguitissime e con la stessa linea competitiva, con un sovrappiù di arroganza, che prevede anche  l’  “umiliazione” dei concorrenti da parte del Capo di turno: il successo è assicurato!
E d’altra parte è sperimentato che l’aggressività e l’egocentrismo becero  in questa “cultura” sono vincenti: gli sgarbi han fatto scuola, ed è spiegabile: la gente comune, quella più frustrata, si sente meno inadeguata se i modelli proposti sono mediocri, simili a loro nel lato peggiore; si rilassa, ben contenta di poter rimanere com’è, senza bisogno d’impegnarsi e migliorare …

Messaggi subliminali

Come nelle scatole cinesi, le implicazioni negative di simili programmi si aprono una dopo l’altra: l’azione distrazione di massa è  intensiva, ad esempio quando tutta l’attenzione viene fatta convogliare sui maltrattamenti o l’agognata premiazione dei concorrenti, sul pianto, sull‘emozione dell’ultimo momento. In realtà, tutto è studiato da staff di esperti della comunicazione per veicolare messaggi subliminali, funzionali al sistema.
In sintesi: che quel comportamento è ottimale, quel  cibo è  sano, così come  sono buoni i prodotti industriali usati, e non ci sono problemi di alcun genere; a seguire, nemmeno la povertà esiste, guardate che abbondanza, che magnificenza!

No problem

Nelle ricette, vengono utilizzati normalmente dei prodotti del tutto inadeguati per la corretta alimentazione,  sia dal punto di vista nutrizionale in sé che della loro  “derivazione”; nessun riferimento a luoghi di produzione, uso di prodotti  chimici, contaminazione dei terreni, ogm, etc.

Dal modo in cui  sono confezionate le trasmissioni (evidentemente sovvenzionate dai produttori industriali) sembra non esista alcun problema. In quella profusione  di ricette si bada all’aspetto estetico e al gusto finale, ma viene ignorato qualsiasi riferimento alla qualità dei cibi, al fatto che quasi tutti gli ingredienti – e i metodi stessi di cottura usati – di per sé non sono l’ideale da offrire come esempio a una popolazione  affetta dai mali della cattiva o eccessiva alimentazione: diabete, allergie, cardiopatie, ipertensione, circolazione, tumori  etc.

Eppure è da tempo  acclarato che zuccheri bianchi, farine raffinate, grassi saturi, insaccati con nitriti e nitrati, margarine, latte, burro, carni e uova da allevamenti industriali intensivi, prodotti ogm o con pesticidi e concimi chimici, fritture, oli idrogenati, oli di palma, conservanti etc. sono dannosissimi per la salute!|


Nel paese di Bengodi

Ma niente paura! La trasmissione è tutta un’euforia d’ abbondanza e di fervore creativo; sembra di essere in un posto fatato, dove non esiste problema: davanti a una torta superba, o a un manicaretto artisticamente apparecchiato, mentre col fiato sospeso si attende il severo Verdetto dello chef di turno, a chi verrebbe in mente di pensare che oggi la maggior parte del territorio è avvelenato, insieme al cibo prodotto; che meravigliosi terreni agricoli sono ormai rovinati dalle discariche o trivellazioni petrolifere; che su quelli che erano dei biondi campi di grano o dei boschi di castagni noci, mandorli e noccioli,  oggi scende la cenere degli inceneritori e le piogge acide?

 Che nelle più ridenti regioni, specie del sud Italia - ma anche il nord non scherza  - sono sepolti rifiuti d’ogni genere, compresi quelli radioattivi? E non parliamo nemmeno di cosa succede nel mare, che il cuore rischia di  spezzarsi ...

Grazie ai messaggi implicitamente rassicuranti, visualizzabili nel premiato dolce in bella vista, a nessuno verrebbe in mente di cambiare programma e di seguire quelli che invece informano sulle buone scelte, in questo caso alimentari, utili alla propria salute, in stretto collegamento con la salvaguardia del pianeta.

Cosa ci si può aspettare da persone tanto lobotomizzate da non badare nemmeno alla propria salute e a quella dei loro figli?
 È scontato che poi al momento di votare, neanche ci vanno o lo fanno confusamente, senza nemmeno capire bene di cosa si stia trattando:  l’importante è che una volta a casa, preparino “con amore” una bella torta decorata con glassa, e tutto passa…


Teri Volini, artista biofila