domenica 29 ottobre 2017

L’angolo delle erbe della Strega Tegiumaro: l‘EQUISETO



Articolo di Teri Volini pubblicato su La Grande Lucania  di Ottobre 2017

Premessa per i distratti: il termine Strega è ovviamente da intendere nel suo originario significato di conoscitrice di erbe, raccoglitrice, esperta di semplici preparati, e molto, molto  di più ….
Verrà in seguito pubblicata un’estrapolazione, dalla ricerca della prof.ssa Volini sul tema, tratta dai suoi studi di risemantizzazione,  ovvero il contributo che ognuno/a di noi può dare per "rimettere in piedi il mondo a testa in giù";  ripristinare il giusto significato delle parole, spesso corrotto  nel tempo ad uso e abuso della cultura dominante 

Ed ora: 


Grazie ai poteri magici in mio possesso,

condurrò lettori e lettrici in un percorso di riavvicinamento alla natura.

 Osservando dall’alto dei millenni il vostro strano mondo, mi sono resa conto che la maggior parte di voi si è talmente allontanata dalla natura che non riconosce nemmeno le sue prime figlie, uno dei suoi primi doni: le erbe più semplici, salvo quelle che vede mettere nel suo piatto: figurarsi quelle con proprietà terapeutiche. Addirittura c’è chi le schernisce…

Ehiii, vi ho sentito, vi state chiedendo a quali poteri io mi riferisca? Eccone alcuni: amore per la conoscenza, plurimillenaria esperienza sul campo, sapienza e una grande passione per la Terra, di cui riconosco la priorità e l’incredibile generosità nei confronti di voi umani, benché sfruttatori e ingrati. 

Ho osservato i vostri bambini, specie quelli molto urbanizzati, e sono rimasta inorridita dalla scarsità o nullità della loro esperienza naturale, il che li porta poi a diventare gli aridi adolescenti e i giovani per cui tremate …

Nell'attesa che si ponga rimedio a tutto ciò, creando una nuova cultura che dia alla natura il posto che merita, e a voi umani il piacere del riavvicinamento ad essa, contribuirò al nuovo fermento che comunque percepisco in giro per il mondo, in Italia a cominciare dagli input ultraventennali
di Antonio D’Andrea, fondatore del Movimento Uomini Casalinghi, poi diventato Donne e ragazzi casalinghi, autore di VIVERE CON CURA,
e  con le Amiche delle Erbe, i laboratori e Festival delle erbe, le Scuole delle raccoglitrici e le Case delle Erbe in Molise, a Capracotta e a Triora, e anche piano piano in Basilicata con i tentativi di Antonella Romaniello a Satriano, di Maria Rivecca a Pomarico, di Teri Volini a Potenza e Castelmezzano),
 cominciando a parlarvi delle “vostre”erbe.

Poiché c’è da strabuzzare gli occhi di fronte a quanto state permettendo che si faccia al territorio in termini altamente distruttivi, forse conoscere la preziosità delle erbe potrà contribuire a un risveglio delle vostre coscienze sopite, e magari al formarsi di gruppi con raccoglitrici – insegnanti,  e di “custodi” del territorio, consapevoli di cosa perdete a causa dell’ignoranza e dell’indifferenza.


L’erba di oggi: l'EQUISETO




Conosco molto bene questa pianta: abbiamo quasi la stessa età, io e questo“fossile vegetale”, una delle piante più antiche al mondo.

Centinaia di milioni di anni fa, la terra era popolata da Equiseti giganteschi, alti come alberi. Conosciuto ed utilizzato-fin dai tempi preistorici, l’Equisetum arvense era usato per favorire la cicatrizzazione delle ferite e per fermare l’epistassi. Nota anche come anche “coda cavallina”, predilige i luoghi umidi; l’ideale sono le sponde di un ruscello o di un torrente. Comune nelle zone di montagna e di campagna, cresce anche ai bordi dei campi coltivati, lungo i fossi e le scarpate.

Ricco in ferro, zinco, selenio, antiossidanti, vitamine, sodio, magnesio, rame, potassio, acidi, sostanze nutrienti, oli volatili e di enzimi naturali, ha proprietà diuretiche e un alto contenuto di silice, perciò è utile soprattutto per il tessuto osseo; oltre all’accrescimento delle ossa, .favorisce quello di unghie e capelli e la dentizione.
La raccolta della coda cavallina si fa solitamente all'inizio dell'estate,  ma a seconda delle zone e del clima, si può arrivare anche a fine estate. Bisogna saper riconoscere bene la pianta officinale, perché ce ne sono diverse specie, e alcune sono  tossiche.

La pianta va seccata, privata dei rametti e conservata in luogo asciutto. I rametti possono essere usati, una volta bolliti e filtrati, per pediluvi, semicupi e bagni completi, oppure per arricchire il terreno. Quello che si usa è il fusto sterile, che va sminuzzato per preparare tisana o infuso. Con una macinazione più fine si ottiene la polvere,  ottima per il mantenimento dei  sali minerali. Per sfruttare al meglio le proprietà e i benefici di questa pianta,  è bene assumere la tisana una volta al giorno, per  almeno un mese.

La tisana di equiseto è controindicata durante  gravidanza e allattamento; gli ipertesi devono far attenzione al rischio di interazione con i medicinali.

Il problema oggi, quando si fa raccolta di erbe, è che bisogna assicurarsi della non contaminazione del luogo: se avviene nei pressi di campi coltivati, bisogna essere informati sull’uso di-pesticidi o concimi chimici. 
Non si raccoglie nulla ai bordi delle strade, tranne che dei sentieri di campagna; la stessa cura deve esserci per la provenienza dell’ acqua ai bordi della quale cresce la pianta, specie quando il territorio è sottoposto a estrazioni petrolifere: e tutto ciò rende la raccolta una vera impresa! 


Ma questo, ricordatevelo, l’avete combinato voi, cari Umani.
 Nel vostro stesso interesse, fate marcia indietro!

Tegiumaro, la Strega delle Erbe

I

domenica 24 settembre 2017

AUTUNNO, testo poetico integrale di Teri Volini, dalla raccolta UNIVERSI






Autunno


Ottobre nell’emisfero boreale
Tempo di bilanci

Ai piedi delle grandi querce
s’affrettano squittendo gli scoiattoli

È l’ora di provvedere alle scorte
per l’inverno

Nel castagneto sopramontano
intenso aleggia
un odore di fradicio e di muschio

Insetti semi rami frutti caduti
Tutto ciò che dal folto procede

si mescola al terreno
che si prepara al lungo sonno


Effimere creature vegetali
dai morbidi cappucci

liberano spore nell’aria già più fresca
Misteriosi nell’ombra più profonda
  
piccoli esseri di polvere e d’ali
esplorano un breve intenso spazio
dell’esistere

Poi si dissolvono ritornando alla terra
Nel bosco niente va sprecato


Sui campi arati – al vento ormai
arresi e alla pioggia –

le zolle brune si ricoprono di foglie
in mulinelli fruscianti accartocciate

Assorta in un sospiro di nostalgia
per la passata pienezza delle notti d'agosto

una falce di luna calante color latte
su un ramo di betulla s’è impigliato
ancora tinto

da una tavolozza sfumata verde spento
argento e rame
svettante in cielo quasi fino alle nuvole



 



Nella macchia che infittisce a settentrione
fra gli sprazzi dorati del sole
che inesorabile s’inclina

è tutto un tripudio di galle
di coccole e di bacche

d’un bel colore rosso – nero o violetto –
o giallo arancio – così lucente! –

per la gioia di tordi picchi corvi
di chiassose ghiandaie
e di piccoli merli dal becco giallo

da cui la rosa canina difende inutilmente
i suoi frutti rigonfi con le acute spine

Ostentando cardinalizi cappelli
impavidi ciclamini occhieggiano tra gli arbusti
le radici e i rami bassi del ceduo

nel brivido del primo vento celebrando
della terza stagione l’effimera bellezza



venerdì 25 agosto 2017

La PACE PREPOTENTE - articolo

La PACE PREPOTENTE 

Molte delle parole di uso comune vengono impiegate - automaticamente o intenzionalmente - in maniera "funzionale" alla cultura in cui viviamo, in modo vantaggioso solo per alcuni. Un esempio è il termine amore, spesso usato in un'accezione falsata, impestata di possesso, passione insensata, etc. , diventando così un mezzo per controllare le persone “amate”, che in realtà vengono tenute in ostaggio anche per tutta la vita, quando non si arriva a far loro del male se non accettano i folli parametri dell’auto- proclamatosi Despota di turno: un’interpretazione fra le più malsane del termine è alla base del femminicidio.
Paradossalmente, nella nostra tanto vantata società civile, si arriva ad accettare dei comportamenti così travisati, ad uso e consumo di chi, facendosi forte della furbizia e della prepotenza, se ne serve per il suo interesse.
C'è pace e pace

Un destino simile pesa sulla parola Pace, in cui dovrebbe essere mancante qualsiasi distorsione di senso, visto che è in ballo l'ordine mondiale e la sopravvivenza nostra e del pianeta; usata impropriamente, può determinare tragedie per singole persone e interi popoli ... È quanto succede in tante nazioni del mondo dove è la legge del più forte a prevalere, ma anche in tante famiglie.
 Ma come è possibile che un termine così basilare per la nostra vita sulla terra possa diventare un modo per condizionare, sottomettere e far tacere a proprio vantaggio persone, gruppi o intere popolazioni?
 Ciò accade quando il concetto di giustizia viene annullato e una pace falsa – sbandierata ipocritamente – permette in realtà la resa del più debole alle pretese del più forte ...
Questo, se non facciamo attenzione, è ciò che può verificarsi nel piccolo come nel grande: nell’ordine sociale/familiare e nell’ordine mondiale.

Pax Romana

D'altra parte non è certamente nuova l’idea di “servirsi” subdolamente della pace per fini strettamente egoistici: furono proprio i nostri antenati romani a stabilirlo in maniera esponenziale, coniando addirittura il termine per essi più appropriato; veniva infatti orgogliosamente chiamata Pax romana o Pax augustea la tremenda Pax Imperialis che “regnava” nel Mediterraneo, imposta ai popoli soggiogati con le armi, sottomessi con pugno di ferro dai conquistatori. 

Nessuna richiesta era possibile, tantomeno la ribellione verso qualsiasi ingiustizia, che veniva prontamente e ferocemente repressa. 

A tutt’oggi vediamo gli effetti della falsa pace non solo a livello di stati dittatoriali - in cui vengono proclamati e dati per scontati e il benessere e la felicità dei cittadini, mentre vige un agghiacciante controllo e la più assoluta manipolazione - ma anche nelle nostre culture “emancipate” nel sistema tutto e nelle comuni relazioni, a casa del nostro vicino, o forse nella nostra!

La Pace analgesica

Ovunque s’insinui il venefico fraintendimento, la Pace non rappresenta più la ricerca d’accordo, di chiarimento, della migliore soluzione, come si dovrebbe fare tra persone di buona volontà; l’appianamento delle più comuni problematiche, in pratica il tentativo inesausto di ripristinare giustizia e verità; rischia invece diventare, da un lato, un mezzo di repressione, dall'altro, un comodo “sedativo” per averla sempre vinta. 
Un vero e proprio ricatto, sia nei rapporti internazionali che nella vita sociale, nei rapporti interpersonali, nei legami, a livello amichevole o familiare, nella coppia, tra genitori e figli etc. Rischia di esser definito “guerrafondaio” chi avanza semplicemente la richiesta di esaminare un problema, di sanare una situazione non chiara, di ripristinare i propri diritti, di essere rispettato: di fare e di ricevere la cosa giusta!

Parenti serpenti

La cosa più grave è che - proprio come nel caso dell’amore – tale pericoloso e ingannevole concetto di pace non risparmia i rapporti più intimi, quelli familiari, anzi, vi prolifera nel silenzio. In questi ultimi casi, grazie alla invisibilità creata dalla vergogna di “non far sapere” agli altri ciò che accade in casa propria, la finta pace diventa una panacea per il prepotente, che può tranquillamente perseguire i propri personali interessi, “in santa pace”.


Nel caso dei familiari più prossimi, è sottile quanto tremendo, spesso nemmeno dichiarato, il ricatto emotivo, che non necessita neanche di un’eventuale imposizione o violenza, ma sottintende la noncuranza, paventa l'abbandono e altre rappresaglie, come conseguenza per chi non si adegua e non accetta “pacificamente” le soluzioni proposte dall’ “Augusto” di turno.

Quanta strada abbiamo ancora da compiere!

Teri Volini

 aruticolo pubblicato su GLB  agosto - ottobre 


venerdì 26 maggio 2017

Una Performance collettiva e un’Opera dirompente di Teri Volini per la "MARCIA SALVA L'ACQUA" Sabato 27 maggio, Matera

Una Performance collettiva e un’Opera dirompente
per la "MARCIA SALVA L'ACQUA"
Sabato 27 maggio,   piazza Matteotti, dalle  ore 9,30 - Matera

Lo stesso Nastro Rosso in puro cotone di 180 metri  per due  che l'artista biofila Teri Volini srotolava  - con l’istinto premonitore dell’arte - già   nel 1999 sul vulcano Etna in piena quadruplice eruzione,  a simboleggiare la stretta connessione tra  tutti gli esseri  e la terra  e per esortare  al rispetto per l’ambiente,    verrà dispiegato  sabato 27 maggio nel percorso da    piazza Matteotti  a Matera,  durante la  "MARCIA SALVA L'ACQUA" , che vuol dire stop alle trivelle in Basilicata,  difendere il diritto all’acqua buona, affermare la priorità dell'acqua sul petrolio.

Non siamo i padroni della Terra, ma solo i suoi ospiti, spesso molto ingrati.





L’arte  che difende la natura

II Serpente/Nastro Rosso portato dai manifestanti simboleggia il Risveglio dell'Energia Vitale assopita e la necessità di ripristinare i valori autentici della Vita.
Ricordando che il nostro sangue e il sangue della terra  sono Uno, lo snodarsi del Nastro Rosso per le strade della città esprime tutta la potenzialità delle energie sopite negli esseri umani, che, una volta risvegliate, potranno pretendere il rispetto per le giuste rivendicazioni

Non siamo i padroni della terra  

La Testa del Serpente/Gorgone porta in sé le richieste più sacrosante, riferite a tutto ciò di cui gli esseri umani hanno bisogno: i BENI COMUNI, materiali e immateriali, e tutta  l’urgenza  di difenderli, a costo di “mostrare i denti”!
Si tratta degli elementi primari, basilari e necessari a tutti. Sono ricchezze naturali e patrimoni culturali accumulati dalle generazioni che ci hanno preceduto,  beni intoccabili, indispensabili per mantenere connesso il sistema vivente. È tutto ciò che ci fa vivere.


                                      



Nella raggiera dell'opera “GIU' LE MANI DAI BENI COMUNI” ecco iscriversi aria, acqua, alberi, cibo, sementi, biodiversità, biotecnologie, saperi, lavoro, libera informazione, salute, pace, dignità, libertà, creatività, giustizia e habitat, libera espressione, servizi, merito, felicità, diritti e …. Futuro:  e la stessa vita, la nostra e quella del pianeta ...

È questo il senso della Performance e dell'Opera creata per tale occasione.
Un'Arte non convenzionale ma  “differenziata” può essere strettamente connessa alla vita, e il suo potente linguaggio può contribuire a prendere coscienza delle problematiche più urgenti.  



 Teri Volini e Centro d’arte Cultura Delta di Potenza


                                      

                                         (Immagini della Manifestazione a Potenza 2003)

                                                   
Teri Volini  
      e      
Centro d’arte Cultura Delta di Potenza



 Alcuni link attinenti:

NON DI TUTT’ERBA UN FASCIO   http://terivolini.blogspot.it/2014/12/non-di-tutterba-un-fascio_97.html

IL RITMO DEL FUOCO http://www.terivolini.it/html/performances2.htm
    
IO SONO UNO CON L’ACQUA  manifesto
d’artista personale http://www.terivolini.it/html/io_sono_uno_acqua.html 

IO SONO UNO CON L’ACQUA  manifesto d’artista opera collettiva
http://www.terivolini.it/html/coscienza_uno_acqua.html


  

Il Blog di Teri Volini: IL NASTRO È IL MESSAGGIO -- Il Nastro Rosso ...

http://terivolini.blogspot.it/2015/03/il-nastro-e-il-messaggio-il-nastro_24.html


IL NASTRO ROSSO DELLA VITA  a   Potenza http://terivolini.it/Nastro_Rosso_Vita.htm

torna il 'nastro rosso' di teri volini - Consiglio Regionale della Basilicata www.consiglio.basilicata.it/consiglionew/site/Consiglio/detail.jsp?otype=1120... 


26 mar 2003 - ACR Questa volta il "Nastro Rosso" di Teri Volini si dispiega nella sua ... sabato 29 marzo, per simboleggiare il valore e la bellezza della Vita a ...

Il Nastro Rosso della Vita - Teri Volini   terivolini.it/Nastro_Rosso_Vita.htm

Nastro Rosso in cotone di mt. 180 largo mt. 2. Potenza, Basilicata, sabato 29 marzo 2003 in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alla Pace del ...
24 mar 2015 - Il Nastro Rosso della Vita Potenza, 2003 ... 2014 Chauta Atella https://www.facebook.com/teri.volini/media_set?set=a.


sabato 20 maggio 2017

Articolo GLB: DOPPIA MOSTRA EVENTO di Teri Volini

Doppia Mostra/Evento di Teri Volini a Potenza

In esposizione dal 10 maggio al 23 giugno, nella doppia location della Pinacoteca provinciale e del Museo archeologico di via Lazio, le opere dell’artista biofila Teri Volini. Sono i Percorsi d’arte in bilocazione: una trentina di opere pittoriche riferite ai principali cicli realizzati nel tempo, La montagna Stregata, I Giardini di Mare e di Terra, Nata sotto il Segno dei Pesci, Il Ritmo del Nardo e della Stella, Il Colore delle Donne, Il Risveglio della Dea, La Danza della Corda, sono presentati in antologica nelle sale della Pinacoteca. In una sala a parte, delle strutture retro-illuminate, delle stele e dei quadri luminosi, insieme ai video e a un esuberante CD - rom, contenente gran parte dell’operato dell’artista negli anni: video, animazioni, presentazioni in power point, gallerie virtuali, ebook , articoli, ricerche, video poesie, etc …

Far pace con la terra e con l’umanità

Negli spazi del museo archeologico si snodano poi le opere performative, in rappresentanza del percorso successivo di Volini, che dalla metà degli anni ‘90 sposta direttamente all’ambiente e al sociale la sua attenzione, dedicandosi alla Land Art, alla Public Art, alla Body Art , in una parola alla S(c) ultura sociale, il cui senso è contribuire con un’arte “nobile”, all’evoluzione personale e collettiva e alla salvaguardia del pianeta. Alcune Installazioni di media grandezza e modelli di future strutture di maggiori dimensioni, tra cui NCP, monumento alla pace, Il Mandala della terra verde e una sessantina di pannelli d’arte e manifesti d’artista, mostrano le fasi e il senso di questo passaggio, che vede Volini non solo onorare la natura con la pura bellezza dei dipinti, ma contribuire direttamente alla preservazione del pianeta tramite i nuovi linguaggi artistici adottati: cosa da lei peraltro perseguita anche con la poesia, le ricerche e gli articoli dedicati, molti dei quali pubblicati su questo mensile. Lo stesso discorso vale per le altre tematiche - pace, diritti umani, femminile - riguardo alle quali l’artista si prodiga in prima persona.

Dalla pittura alle performances, installazioni e manifesti d’artista

Il “passaggio” dalla forma espressiva pittorica alle performances e installazioni era stato favorito proprio da un dipinto, LA DANZA DELLA CORDA, tramite il quale si era verificato uno straordinario “ movimento” di energia creativa, quando uno degli elementi dipinti nell’opera stessa, un sottile cordino rosso, uscendo virtualmente dal quadro, aveva iniziato un vero e proprio Viaggio, portando l’artista a snodarlo, in forme, dimensioni e luoghi di volta in volta diversi, a cominciare nella forma germinale di gomitolo- seme nel 1996. Un inarrestabile processo creativo l’aveva portataalla Land Art, intesa però non sovrapposizione dell’opera umana sulla natura (dagli umani “padroni” della terra considerata un oggetto da dominare e sfruttare), ma come  azione in difesa della natura. L’artista contribuisce in tal modo alla preservazione del pianeta, tramite Performances di grande impatto collettivo, attivanti quel rispetto che gli umani sembrano aver dimenticato.

Manifesti d’artista



Compie così un vero e proprio “servizio planetario”, a partire da Il Ritmo del Fuoco sull'Etna, alla Ragnatela di filo rosso tesa tra due picchi delle dolomiti lucane, 1999, al Message in the Bottle, Rionero in Vùlture, 2005, alle Invasioni Tentacolari, Potenza, 2007, fino a La Bella Terra, 2009-2011 e alla serie di opere di autocoscienza personale e collettiva dei più recenti Manifesti d'Artista 2009-201. Questi ultimi non  hanno niente a che vedere con i comuni manifesti pubblicitari, funzionali alla cultura commerciale consumistica, in cui l’esposizione del corpo - specie quello femminile - serve strumentalmente alla vendita dei prodotti, avendo invece lo scopo di attivare nuove consapevolezze e più virtuose abitudini. Prima l’artista, poi tante altre persone, invitate a condividere l’azione simbolica, si dichiarano tutt’uno con gli elementi fondamentali per la vita.
 I
Manifesti d’artista Collettivi: Parole di luce per la nostra vita, Io sono uno con l’aria, con l'acqua, con gli alberi, con il sole, con i frutti della terra, sono vere e proprie opere di autocoscienza collettiva. Realizzati con gente amica e/o persone da tutto il mondo, 40, 50, 60, 80, fino a 520, ci hanno “messo la faccia” contribuendo all’intento di volta in volta dichiarato: un lavoro gigantesco!

Eventi nel periodo

Inaugurata il 10 maggio, la mostra si protrarrà fino al 23 giugno e nel periodo saranno in programma, presso il museo provinciale in via Lazio 18,  h. 17, tre  rilevanti eventi culturali, dal convegno “L’artista di fronte alla natura” il 24 maggio, alla presentazione della raccolta poetica “Universi” di Teri Volini il 14 giugno, al Convegno di toponomastica femminile - il 23 giugno-  “Sulle vie della pace, sulle vie della parità”  che servirà da preludio all’intitolazione – da noi ipotizzata  da tempo -  di una strada cittadina alla grande archeologa Gimbutas,

Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza




sabato 13 maggio 2017

PERCORSI D'ARTE IN BILOCAZIONE - MOSTRA/EVENTO DI TERI VOLINI



Inaugurata il 10 maggio in Pinacoteca provinciale, via Lazio 8,  la doppia mostra di Teri Volini Percorsi d'arte in bilocazione. “L'artista in movimento”,  così definita nel testo critico, ha condotto i visitatori e le visitatrici attraverso le oltre 30 opere pittoriche che colorano le due sale più grandi della Pinacoteca,  per passare poi alle scintillanti picto-sculture  installate nella sala più piccola, dove è possibile anche visionare i 7 video appositamente predisposti  per i visitatori e le visitatrici,  quali  La Ragnatela, I can  fly, Il Risveglio della dea, Aria fuoco terra acqua, La Bella Terra …

Il “passaggio” all'altra location, il Museo provinciale,  ha visto la presenza istituzionale e il saluto del   Presidente della Provincia, Valluzzi, del Sindaco  di Potenza, De Luca, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Potenza, Falotico, della Consigliera Regionale di Parità della Basilicata, Pipponzi, che hanno avuto parole di stima e apprezzamento per l’ampiezza e la qualità del lavoro presentato, e di riconoscimento per il trentennale percorso di Teri Volini, di cui la presente mostra è degno testimone.

L'artista biofila ha poi presentato se stessa tramite un video, realizzato in forma di intervista per Simonetta Ronconi, come presentazione  all’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam

A seguire, la colta  presentazione di Alberto Barra,  che ha evidenziato i rimandi ancestrali  dell’arte di Teri Volini e la sua ricerca  che va  oltre  “le appartenenze familiari e sociali, le collocazioni razziali, territoriali e linguistiche” per arrivare “ all’essere umano inteso come magico universo danzante in armonia con il cosmo” . Secondo il poeta, infatti, “l’esperienza artistica non è in Teri un mero riprodurre l’estetica del dato naturale, ma qualcosa di più complesso, diretto misticamente a trascendere il reale. Teri Volini racconta quel mondo interiore, ”quell’oggetto interno” presente in ognuno di noi, dandogli forma, simbolo, linguaggio. Le sue opere sono profuse di allegorie e miti che riconducono all’unicità cosmica dell’essere umano e dell’universo
 
L’artista stessa   ha poi  chiarito al folto pubblico presente  le motivazioni profonde  che l'hanno portata dalle opere pittoriche al nuovo linguaggio delle performance installazioni e manifesti d'artista, affermando la profonda coerenza dell’ispirazione in tutta la sua arte :
A cominciare dalla celebrazione della pura bellezza nei dipinti, fino ai successivi linguaggi, una linea unica qualifica la mia opera: onorare la Terra, la sua bellezza e prodigalità; implicitamente apprezzare il valore della vita, amare la Natura e diffondere l'improrogabilità del rispetto che le dobbiamo

Lo ha ribadito nel corso della visita guidata alle numerose visitatrici ed ai visitatori presenti: L’intera mia opera è permeata da un unico soffio creativo: quel che si modifica è “solo”la forma in cui il talento si esprime.
C'è un filo conduttore che collega - come in una danza - tutte le opere. Questo filo è uno, e al contempo molteplice. 
Esprime amore per la natura e per la vita; emozione per la bellezza e il mistero; attenzione per il femminile e la sua sacralità,  per il suo risvegliarsi e ricevere ancora autorevolezza e accoglimento, insieme ai valori di cui si fa portatore; è il connubio fecondo tra la donna e la natura, che, con la loro coincidente ciclicità fanno a gara per entrare in una sorellanza protettiva e protettrice - a sua volta - di tutto il genere umano e del pianeta”

È stato inoltre  presentato, in  sostituzione del catalogo cartaceo, uno svelto quanto articolato e nutrito CD-ROM, che consente sia di risparmiare carta e inchiostro -  e quindi dare una mano all'ambiente, in completa sintonia con la filosofia dell'artista – sia di accedere ai numerosi  contenuti multimediali,  per sondare l’ampiezza di un  “Percorso”   impossibile da mostrare per intero persino con una doppia mostra.
I  numerosi pannelli presentati nel museo  sono infatti ciascuno  la  “punta dell’iceberg” di altrettante complesse manifestazioni in arte coinvolgente, body art, happening, work in progress, percorsi didattici diretti alle più giovani generazioni e così via.
Il cd  rom  contiene video, animazioni, gallerie virtuali eseguibili,  articoli, ricerche, alcune video poesie e una ventina di ebook, frutto del lavoro di anni.

Nel corso della manifestazione Antonella Iallorenzi e Mimma Romaniello  hanno interpretato  due testi poetici di Teri Volini, tratti dalla raccolta poetica Universi: Il linguaggio dell’arte e Respirare l’Universo.

A fine serata è stato offerto  un  generoso buffet vegano a cura del Sunset Café di Potenza.

ALBUM FB 2


Memo: Dal 24 maggio al 23 giugno, oltre alle visite guidate su prenotazione, 339 24 14 133, 
sono stati organizzati, presso il Museo archeologico, dalle h. 17, tre eventi:

mercoledì 24 maggio, Il Convegno: L’artista di fronte alla natura, con la partecipazione dell’Associazione Beata Maria Cristina di Savoia, sezione di Potenza. 

mercoledì 14 giugno, La presentazione della raccolta poetica di Teri Volini “UNIVERSI”, con la partecipazione dell’Associazione Letti di Sera.

 mercoledì 21 giugno Il Convegno di Toponomastica Femminile “Sulle vie della parità, sulle vie della pace. Premesse all’intitolazione di una strada cittadina  a Marija Gimbutas”, con la partecipazione del Sindaco di Potenza e della Consigliera  Regionale di Parità della Basilicata